Il Pedagogista: Chi è, Cosa Fa e Ambiti di Intervento Professionale
Una professione su cui vorrei che rifletteste…
In un mondo del lavoro che, in positivo o in negativo (“ai posteri l’ardua sentenza”), sta cambiando e dove solo chi seguirà il cambiamento non perderà il posto… è significativo riflettere insieme sulla figura professionale del Pedagogista. Potremmo, infatti, definire il Pedagogista come “lavoratore del cambiamento”, in quanto egli può accompagnare la persona, attraverso una relazione d’aiuto a carattere educativo, formativo e apprenditivo lungo tutto l’arco di vita e… Quale oggetto di studi è più soggetto a trasformazione della persona? Quale campo d’azione è più mutevole della vita stessa?
Ma… prima di definirci nello specifico, presentiamoci un attimo: «Buongiorno, sono Pedagogista!» La reazione che tale presentazione suscita nell’interlocutore spazia per lo più in due direzioni, con determinate espressioni simboliche annesse:
- «Ah, certo, quello che “cura” i bambini (che – inter nos – sarebbe il Pediatra o, per chi è più svelto nelle connessioni e memore del televisivo SOS Tata, sarebbe la Bambinaia Specializzata)» – retaggio culturale;
- «Sì, la Psicopedagogista, come quella che lavora alla scuola di mio figlio (che – inter nos – sarebbe poi una Psicologa dell’educazione che, però, se definita Psicopedagogista alimenta nel senso comune un’inopportuna “ibridazione teorica” e, conseguentemente, professionale)» – erronea interpretazione.
Qualche volta qualcuno ha anche confuso il Pedagogista con il Podologo, che si occupa, nella fattispecie, di piedi, ma… oltre ad una possibile assonanza terminologica, a tal proposito meglio non dire nulla… Senza volersi addentrare nelle cause o ragioni che fanno sì che il Pedagogista si trovi oggi nella suddetta confusione identitaria, e per le quali servirebbe la scrittura di un contributo molto più lungo e strutturato, si dà a seguire un quadro di massima del Pedagogista, con la speranza di fare un minimo di chiarezza.
Si occupa di sviluppare il potenziale umano e apprenditivo lungo tutto l’arco di vita attraverso l’osservazione, l’analisi dei bisogni educativi e l’organizzazione, con successiva realizzazione, di azioni di relazione d’aiuto di natura educativa della persona.
Il Pedagogista lavora nei servizi e nei presidi socio-educativi, socio-assistenziali e socio-sanitari, con persone di ogni età, preminentemente nei seguenti campi: educativo e formativo, scolastico, socioassistenziale, socio-sanitario e della salute (limitatamente agli aspetti socio-educativi), familiare e genitoriale, culturale, giudiziario, ambientale, sportivo e motorio, dell’integrazione/inclusione e della cooperazione internazionale.
Il Pedagogista è un professionista riconosciuto nei titoli di studio e negli sbocchi occupazionali dai commi 594 – 601 della Legge 205/2017 e dal comma 517 della Legge 145/2018.
Il Pedagogista è un professionista laureato Magistrale o di II livello (Laurea Triennale L-19 + Laurea Magistrale LM-50, LM-57, LM-85, LM-93) con almeno 5 anni di formazione universitaria di tipo multidisciplinare che solitamente comprende la pedagogia stessa, la psicologia, l’antropologia, la sociologia, la filosofia, la storia e alcune discipline mediche. È un professionista di livello apicale con propria autonomia scientifica e responsabilità deontologica, che ha compiti di progettazione, gestione, coordinamento dei servizi, intervento, consulenza, supervisione e valutazione pedagogica, in vari contesti educativi, formativi e apprenditivi, nonché nell’attività didattica, di ricerca e di sperimentazione.
La formazione del Pedagogista è funzionale al raggiungimento di idonee conoscenze, abilità e competenze educative del livello 7 del Quadro Europeo delle Qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF o QEQ). In particolare, il Pedagogista è in grado di assumere ruoli altamente qualificati nei seguenti contesti:
- socio-educativo, socio-assistenziale e socio-sanitario: centri socio-educativi, occupazionali diurni, di accoglienza per disabili, asili nido, cooperative di lavoro deputate all’accoglienza delle persone con disabilità, oratori, ludoteche, centri di aggregazione giovanile, consultori, strutture per le famiglie, servizi di mediazione familiare, comunità residenziali per disabili, per minori, servizi per minori stranieri, di educativa di strada, clown terapia, socio-culturali, informa-giovani, socio-educativi degli enti locali, per la tutela dei diritti dell’infanzia, cooperative sociali, centri di recupero per tossicodipendenti, presidi educativi in carcere, telefoni rosa e azzurri e centri per la violenza su donne e su minori, servizi per l’inserimento lavorativo mirato di soggetti disabili o problematici;
- scolastico: sportelli di consulenza pedagogica nei CIC (Centri Informazione e Consulenza) nelle scuole di ogni ordine e grado, coordinamento pedagogico, progetti di intervento speciale per soggetti disabili, di prevenzione del disagio sociale, della dispersione scolastica, del bullismo, servizi per l’orientamento, di dopo-scuola e attività educative extrascolastiche, specialistici (potenziamento, recupero, abilitazione) per utenti con Bisogni Educativi Speciali (BES) e/o Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), centri di formazione professionale, docenza negli istituti superiori di Filosofia e Scienze Umane (Classe A-18) e carriera universitaria nelle facoltà di pertinenza;
- giuridico: affido, adozione, situazioni di abuso e maltrattamento di minori, criminalità minorile, nuove dipendenze (nei tribunali ordinari può essere Consulente Tecnico d’Ufficio e Consulente Tecnico di Parte e nei tribunali minorili e di sorveglianza Giudice Onorario non togato e Giudice di Pace);
- privato: libera professione, studio personale o associato con colleghi (pedagogisti, avvocati, psicologi, filosofi, sociologi, medici, assistenti sociali specializzati, antropologi, avvalendosi – all’occorrenza – della collaborazione dei tecnici laureati triennali in educatori professionali (socio-sanitari L-SNT/02 e socio-pedagogici L-19).
L’esercizio della professione comprende l’uso di strumenti conoscitivi, metodologici e di intervento per la prevenzione, la valutazione (Test di livello A1 – A2 – Giunti Psychometrics; per i Pedagogisti Clinici anche Test di livello B1) e il trattamento dei disagi manifestati dalle persone nei processi di educazione, formazione e apprendimento.
La figura professionale è disciplinata dalla Legge 4/2013 che, ad oggi, inquadra le professioni non organizzate in ordini o collegi (non esistono albi). Coloro che esercitano la professione di Pedagogista possono iscriversi ad Associazioni di categoria a carattere professionale di natura privatistica (che hanno elenchi interni) con il fine di valorizzare le proprie competenze e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti.
Un ringraziamento speciale a
Alma Zanoletti – Direttore Scientifico
Cristina Pendola – Referente Area Pedagogica
Centro Psicopedagogico Krómata – Brescia
www.centropedagogicokromata.it
Bibliografia
- G. Bellisario, E. Sidoti, Professione Pedagogista. Fondamenti scientifici e normativi, Piccin-Nuova-Libraria, 2014
- P.P. Cavagna, Professione Pedagogista. Manuale per l’avvio della libera professione, Edizioni Scientifiche Cavagna, 2015
- R. Lamanna, Tra libera professione e ruoli dirigenziali. Uno studio sulla funzione del pedagogista oggi, Stamen Editore, 2017
- P. Orefice, E. Corbi (a cura di), Le professioni di educatore, pedagogista e pedagogistaricercatore nel quadro europeo. Indagine nazionale sulla messa a sistema della filiera dell’educazione non formale, ETS Editore, 2017





