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Dal libro: “E tu cos’hai di speciale?”

Siamo tutti un po’ speciali: Attività didattiche e libri per spiegare la disabilità e la diversità ai bambini

Ma perché fa cosi? Ma può giocare con noi? Maestra perché devi sempre stare con lui? Ecco alcune domande che spesso sento come insegnante di sostegno. Basta con le occhiate strane al bambino sulla sedia a rotelle! O quelle a quel bimbo con gli occhi a mandorla che muove sempre la lingua.

Questo libro mi ha aiutata a parlarne serenamente, prendendo in esame le unicità o tipicità di ognuno. Per tutti i bambini, ma anche per tanti insegnanti, questo libro spiega “tutto quello che avresti voluto sapere (o anche no!) sulle persone speciali e con disabilità”.

Di cosa tratta? 

Il libro parla di persone “speciali” in termine tecnico persone con BES (bisogni educativi speciali) , cioè persone con disabilità o diversità. Non è pensato per ghettizzarle, ma per spiegare in modo semplice e rispettoso cosa rende ognuno “speciale”.

Viene spiegato cosa le rende felici, cosa può farle arrabbiare, come giocano, come vivono la loro vita: un modo per capire meglio la diversità. 

Alla fine arriva un messaggio forte: forse non c’è poi una differenza così grande tra chi ha una disabilità e chi “sembra normale” … perché “siamo tutti un po’ speciali”.

A beneficio degli insegnanti e dei genitori vi dico che la postfazione: è scritta da Iacopo Melio (attivista, politico e scrittore con una importante disabilità fisica causata dalla sindrome di Escobar) e Luca Trapanese (assessore Politiche sociali del comune di Napoli e famoso nei social perché papà di Alba), il che dà un peso attuale e civile al messaggio del libro. 

 

    Perché aggiungerlo alla propria biblioteca?

È un ottimo libro per educatori, insegnanti, genitori che vogliono spiegare ai bambini la diversità e l’inclusione in modo chiaro e positivo, senza pietismi e senza nascondere anche i lati più “antipatici” 

Può servire come strumento per promuovere empatia: far capire ai bambini che la diversità non è qualcosa da “temere”, ma una parte naturale della vita.

Potrebbe essere usato anche in classe per avviare discussioni su disabilità e accettazione o essere utilizzato per dare risposte a domande che possono apparire scomode o di difficile gestione.

 

ATTIVITA’  DA SVOLGERE IN CLASSE O NEI GRUPPI EXTRASCUOLA PER CAPIRE L’IMPORTANZA DI ESSERE UNICI 

 

ATTIVITA’ 1. “La tempesta di coriandoli (e come la superiamo insieme)”

Tema: strategie condivise, cooperazione reale
Obiettivi: lavoro di squadra, comunicazione chiara, inclusione come supporto reciproco 

Materiali: coriandoli, colla stick, cartoncino resistente per le singole lettere 

Attività:

  1. Dividi la classe in gruppi. Il mio consiglio è quello di non utilizzare il sorteggio ma di creare gruppi ad hoc che “obblighino” i nostri piccoli risolutori a riconoscere i propri limiti e le proprie abilità. Il numero di gruppi varierà a secondo delle lettere della parola che avete scelto.
  2. Spargi sul tavolo o a terra un saccone di coriandoli: è la “tempesta”.
  3. Assegna ai gruppi una missione cooperativa: es. separare i coriandoli per colore e costruire una composizione che rappresenti la parola AIUTO o INSIEME o UNITI ecc.
  4. Ogni gruppo deve organizzarsi assegnando ruoli: chi incolla, chi seleziona, chi decide la forma della lettera.
  5. Se avete ottenuto la delibera dai genitori potete anche fare delle riprese ad uso interno che utilizzerete durante la valutazione dell’attività assieme ai bambini.
  6. Al debrief potrete utilizzare domande guida come:
    • Chi ha avuto un ruolo importante?
    • Chi ha aiutato qualcuno?
    • Chi si è sentito visto/ascoltato?
    • Che cosa sarebbe successo se qualcuno fosse rimasto fuori?
  7. Appendere in un luogo sempre visibile la parola frutto del lavoro cooperativo.

 

        “Il mio coriandolo dice…”: autorappresentazione con la CAA

Tema: identità e voce di tutti
Obiettivi: valorizzare la propria unicità, ascolto reciproco, comunicazione multimodale 

Materiali: cartoncini A5, colla stick, coriandoli di varie dimensioni: si possono preparare utilizzando diversi tipi di fustellatrici [se ne trovano di tipi diversi in set da 3 fino a 12] e diversi tipi di texture di cartoncini, simboli CAA 

Attività:

  1. Ogni bambino sceglie un coriandolo “preferito” (colore, forma, sensazione al tatto).
  2. Lo incolla al centro di un mini-cartoncino.
  3. Attorno, scrive o compone con simboli CAA: 3 qualità/paure che lo rappresentano (es. “sono paziente / mi piace mangiare / ho paura del buio”).
  4. I cartoncini vengono messi tutti sul pavimento a creare un grande mosaico: la classe “vista dall’alto”.
  5. Camminando tra i cartoncini, ogni bambino sceglie un messaggio altrui da leggere/adattare/commentare → esercizio di empatia e ascolto.

Questa attività a mio avviso è inclusiva perché utilizzando la CAA invece delle parole scritte anche chi ha bisogni comunicativi complessi può partecipare, grazie alla struttura semplice e alla possibilità di usare simboli.

ATTIVITA’ INCLUSIGOLOSA  

Tema: inclusione, unicità, collaborazione
Obiettivi: lavoro di squadra, comunicazione chiara, inclusione come supporto reciproco, valorizzare la propria unicità, ascolto reciproco, comunicazione multimodale

Materiale: M&M’s in quantità, coppette o bicchierini, cartoncini/colori, eventualmente simboli CAA

Attività 1 — Il sacchetto siamo noi

Versi un po’ di M&M’s in un contenitore trasparente e chiedi:
“Cosa vedete?”

Scrivi alla lavagna il brainstorming dividendo tra ciò che differenzia e ciò che accomuna. Sarà molto più semplice far emergere ciò che è diverso dagli elementi in comune, e anche questo (soprattutto con i più grandi di età può essere un ottimo spunto di riflessione).
Solleva i punti-chiave: colori diversi, forme leggermente differenti, ma tutte M&M’s, tutte nello stesso spazio, tutte parte dello stesso mix.

👉 Concetto emergente: la diversità non toglie niente, anzi rende il gruppo più ricco.

 

Attività  2 — La mia M&M dice chi sono

  1. Ogni ragazzo pesca una M&M.
  2. Il colore “sblocca” un mini-compito di autorappresentazione (su un cartoncino):
    • Giallo: una cosa che mi fa ridere
    • Blu: una cosa che so fare bene
    • Verde: una cosa che mi mette in difficoltà
    • Rosso: una cosa che mi piace condividere con gli altri
    • Marrone: una cosa che vorrei che gli altri sapessero di me
    • Arancione: una mia qualità nascosta
  3. Si possono usare la scrittura o i simboli CAA già pronti 

👉 concetto emergente: la parte di identità + voce di tutti.

 

Attività 3 — Lo scambio delle M&M’s (e delle storie)

I ragazzi si muovono liberamente nello spazio:

  • incontrano un compagno,
  • scambiano la loro M&M (solo quella, non tutto il bicchiere!),
  • leggono/mostrano ciò che hanno scritto sul loro cartoncino,
  • commentano qualcosa dell’altro (“Anch’io!”, “Non lo sapevo!”, “Interessante!”).

Dopo 2–3 scambi, tornano al posto.

👉 Questo passaggio favorisce il riconoscimento reciproco e l’ascolto.

 

Attività  4 — Il messaggio finale: tutti insieme, davvero

Metti tutte le M&M’s raccolte in un unico contenitore e chiedi:
“Cosa sarebbe mancato se mancava anche solo un colore?”
“Come sarebbe questa attività senza la tua presenza?”

👉 Qui ti porti a casa la metafora dell’inclusione:
nessun colore è più importante, nessuno è sostituibile, tutti portano sapore.

 

Scoprirai cosa le rende felici, cosa le fa arrabbiare, come giocano e come vivono la loro vita. Molte cose ti suoneranno familiari. Che non ci sia poi questa gran differenza tra te e loro? Forse perché siamo tutti un po’ speciali? E lo sei anche tu!

 

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