Dott.ssa Barolo Alice, Psicologa dello sviluppo e dell’educazione, applicatrice Feuerstein ed esperta in psicopatologia dell’apprendimento

Dott.ssa Cappelletto Irene, Psicologa clinica, esperta in psicopatologia dell’apprendimento

Le dottoresse sono le ideatrici e coordinatrici del progetto di autonomia “Diventiamo grandi assieme”, svolto presso l’Associazione Alphabeta nella sede di Scorzè (VE).

 

 

Recensione libro La Sindrome di Up

Il libro “La sindrome di Up”, scritto nel 2018 da Paolo Ruffini e pubblicato da Mondadori, nasce dall’esperienza lavorativa dell’autore con la Compagnia teatrale Mayor von Frinzius nello spettacolo Up&Down, nella quale lavorano anche attori con disabilità.

Il teatro viene inteso dall’autore come maestro di vita, poiché “chiunque possieda un corpo e delle emozioni abbia la possibilità di esprimersi a livello attoriale, e che le differenze di ciascun corpo e ciascuna emozione vadano esaltate”. Il libro, inoltre, porta al centro la questione della felicità: quanto siamo abili o disabili nell’essere felici? E ancora, quanto ognuno di noi è speciale proprio perché diverso dall’altro? Forse il segreto della felicità risiede proprio nel riconoscere la bellezza nelle cose, poiché ognuno di noi è un’opera d’arte. Nella vita ci sono momenti di UP quando tutto va bene, ma anche di DOWN quando la vita non rispetta le nostre aspettative, ma l’unica certezza è che la normalità non esiste poiché siamo tutti unici, con le nostre potenzialità ma anche le nostre debolezze. Il libro prosegue poi con una analisi della realtà, evidenziando quanto, purtroppo al giorno d’oggi, sia più semplice e comune dimostrare apertamente, tramite il linguaggio del corpo e con le parole, sentimenti di infelicità, piuttosto che di gioia. Infatti è più “normale” vedere una persona infelice, che si lamenta, ma ci appare strano vedere qualcuno che canta per la strada.

Il libro è un invito e un augurio a lasciarsi andare all’espressione della propria positività. Manifestare in maniera esplicita ed aperta le proprie emozioni ed esternare i propri comportamenti affettivi è una bella abitudine che solitamente hanno, caratterialmente, le persone con la sindrome di Down, da cui dovremo imparare la

confidenza con la felicità. Ruffini li definisce SUPER-EROI poiché possiedono talenti innati, come la manifestazione dell’affettività, la risata contagiosa, la gioia dello stare assieme. Ma soprattutto questi supereroi hanno la capacità di insegnarci molte cose: riescono ad isolando isolare le cose davvero importanti, riescono sempre a fare pace con loro stessi, riscrivono il proprio alfabeto emotivo, concentrandosi sugli obiettivi che si pongono nella loro vita attraverso atteggiamenti positivi, e tutto ciò sprigiona un’energia positiva, che contagia anche gli altri!

Anche noi Irene ed Alice abbiamo avuto la grande fortuna di incontrare, in ambito professionale, dei SUPER-EROI, che sono diventati per noi veri e propri maestri di vita. Accogliendo i bisogni di alcuni ragazzi del nostro doposcuola, abbiamo deciso di proporre un percorso sulle autonomie chiamato “Diventiamo grandi assieme”. Stupendoci già dall’inizio, hanno deciso di chiamarsi come gruppo proprio “SUPER-EROI”. Abbiamo così scoperto quanto per i nostri ragazzi speciali, il gruppo di pari sia fondamentale per esprimersi nella loro pienezza, per integrare le proprie competenze con quelle degli altri, per esprimere le emozioni più autentiche nelle piccole cose quotidiane (fare la spesa, oppure prendere un gelato pagando con i propri soldi…) sempre accompagnate da chi nel corso del tempo è diventato un Amico. Anche per noi professioniste è un grande insegnamento, abbiamo scoperto che la felicità risiede davvero nelle piccole cose, nel raggiungere piccoli obiettivi, nel sapersi esprimere ognuno con i propri talenti, con i propri tempi, ma soprattutto con autenticità all’interno di vere relazioni. I nostri ragazzi ci donano proprio il gusto delle piccole cose: ogni piccolo obiettivo raggiunto è una crescita nell’autostima, fa crescere le competenze e aumenta la consapevolezza di sé, rendendo tutti protagonisti e responsabili della propria vita.